Volontari

  • 2.2. I Volontari C.R.I.:
    a. traducono in azione il principio fondamentale della Volontarietà, secondo il quale il Movimento Internazionale è “un’istituzione di soccorso, disinteressata e basata sul principio volontaristico”;
    b. svolgono in modo personale ed a titolo spontaneo e gratuito un’attività materiale o intellettuale per la Croce Rossa Italiana, senza avere fini di lucro, anche indiretto, e senza esserne costretti per pressioni di natura sociale, economica o politica;
    c. intendono beneficiare le persone vulnerabili e le loro comunità, nel rispetto dei Principi Fondamentali del Movimento, della strategia della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, dello Statuto e degli obiettivi strategici della Croce Rossa Italiana;
    d. operano, adeguatamente formati e preparati, in tutte le attività associative secondo le proprie inclinazioni ed a tutti i livelli istituzionali, ed improntano la propria azione alla reciproca intesa e mutua collaborazione;
    e. sono organizzati a tutti i livelli da un Presidente di Comitato C.R.I., da loro eletto a norma di Statuto, al quale è riconosciuto il compito di rappresentare l’Associazione al proprio livello istituzionale.
    2.3. Il Volontario C.R.I. acquisisce la qualifica di “Volontario C.R.I. sostenitore” ove versi anche la quota associativa integrativa, stabilita annualmente dal Consiglio Direttivo Nazionale della C.R.I. La qualifica di “Volontario C.R.I. sostenitore” ha durata annuale. I fondi raccolti con il versamento delle quote dei “Volontari C.R.I. sostenitori” devono essere utilizzati esclusivamente per attività di supporto ed inclusione sociale realizzate nei Comitati C.R.I. Locali o Provinciali. La qualifica di “Volontario C.R.I. sostenitore” non comporta l’attribuzione di diritti ulteriori rispetto a quelli degli altri Volontari C.R.I.

  • 3. RECLUTAMENTO DEI VOLONTARI C.R.I. E LORO ADESIONE ALL’ASSOCIAZIONE
    3.1. La selezione e l’accesso dei Volontari C.R.I. si caratterizzano per assenza di discriminazioni dovute a sesso, razza, età, salute, orientamento sessuale o altre condizioni personali. È compito di ogni Comitato C.R.I. rimuovere gli ostacoli di natura fisica, economica, sociale e culturale che possano essere frapposti all’accesso all’Associazione.
    3.2. Per diventare Volontario C.R.I. occorre frequentare un corso di formazione ed essere in possesso dei seguenti requisiti:
    a. espressa volontà di adesione ai principi del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa;
    b. cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione Europea o di uno Stato non comunitario, purché in regola con i permessi previsti dalla normativa vigente in materia;
    c. età minima di quattordici anni;
    d. assenza di condanne, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati comportanti la destituzione dai pubblici uffici;
    e. versamento della quota di Socio ordinario della C.R.I., come stabilita dal Comitato Centrale;
    f. impegno a svolgere volontariamente e gratuitamente le attività, anche di tipo intellettuale e professionale, da espletare in maniera organizzata e con carattere continuativo, idonee a consentire il raggiungimento dei fini statutari dell’Associazione.
    3.3. Il corso di formazione deve porre l’aspirante Volontario C.R.I. in condizione di conoscere le sue responsabilità all’interno del Movimento nonché le principali attività svolte dalla Croce Rossa a carattere internazionale, nazionale e locale.
    3.4. La domanda di iscrizione al corso di formazione è presentata presso un Comitato Locale C.R.I., se costituito, o presso un Comitato Provinciale C.R.I., nel rispetto delle vigenti normative. Per i minorenni è richiesta l’autorizzazione dei genitori o di chi ne esercita la tutela.
    3.5. Il programma, la durata, la disciplina e la modulistica del corso di formazione, nonché le modalità di svolgimento della verifica finale, sono approvati dal Consiglio Direttivo Nazionale della C.R.I.
    3.6. La scheda di valutazione individuale relativa alla verifica finale del corso è inserita nel fascicolo personale del Volontario C.R.I.
    3.7. Superata la verifica finale del corso di formazione di base, il Volontario C.R.I. segue un periodo di tirocinio teorico-pratico, organizzato secondo le necessità e le esigenze stabilite in sede locale e finalizzato ad acquisire competenza specifica sulle attività da svolgere, prendere cognizione delle principali normative vigenti, integrarsi con gli altri Volontari C.R.I. e con il personale dipendente, al fine di creare quel legame di fiducia e rispetto che è alla base di ogni associazione. Il Volontario C.R.I. può inoltre accedere agli ulteriori corsi di formazione specialistici previsti dalle aree di attività della C.R.I. e rientranti negli obiettivi strategici e nella carta dei servizi.

  • Lo sviluppo dell'individuo passa necessariamente anche attraverso la promozione della salute, intesa come "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale" (OMS), che richiede quindi un approccio globale ed integrato all'individuo, basato sulla persona nel suo intero e nei diversi aspetti della sua vita.

    Ecco perché la Croce Rossa Italiana pianifica e implementa attività e progetti di assistenza sanitaria e di tutela e promozione della salute volti alla prevenzione e alla riduzione della vulnerabilità individuale e della comunità, incoraggiando l'adozione di misure sociali e comportamentali che determinino un buono stato di salute.

    Obiettivi specifici:

    • Migliorare lo stato di salute delle persone e delle comunità;
    • Proteggere la vita e fornire supporto socio-sanitario alle comunità;
    • Costruire comunità più sicure attraverso la promozione della salute;
    • Assicurare l'acquisizione di competenze da parte della comunità per proteggere la propria vita e quella degli altri.

     

    LE ATTIVITÀ DELL’OBIETTIVO STRATEGICO 1 DEL COMITATO LOCALE DI LEGNANO E PARABIAGO

    All'interno di questa visione, il Comitato Locale di Legnano e Distaccamento di Parabiago sono presenti sul territorio con le seguenti attività e progetti:

  • 16. AREA II – SUPPORTO ED INCLUSIONE SOCIALE
    16.1. La C.R.I. realizza un intervento volto a promuovere lo sviluppo dell’individuo, inteso come la possibilità per ciascuno di raggiungere il massimo delle proprie potenzialità, di vivere con dignità una vita produttiva e creativa, sulla base delle proprie necessità e scelte, adempiendo ai propri obblighi e realizzando i propri diritti. Persegue questo obiettivo mediante la pianificazione e l’implementazione di attività e progetti volti a prevenire, mitigare e rispondere ai differenti meccanismi di esclusione sociale che, in quanto tali, precludono e/o ostacolano il pieno sviluppo degli individui e della comunità nel suo complesso. Attraverso l’intervento, la C.R.I. contribuisce quindi alla costruzione di comunità più forti ed inclusive.
    16.2. Costituiscono obiettivi specifici di quest’area:
    a. ridurre le cause di vulnerabilità individuali ed ambientali;
    b. contribuire alla costruzione di comunità più inclusive;

    c. promuovere e facilitare il pieno sviluppo dell’individuo.
    16.3. Costituiscono attività quadro di quest’area:
    a. le attività di supporto sociale volte a favorire l’accesso della persona alle risorse della comunità (ivi compreso il soddisfacimento dei bisogni primari) e le politiche di supporto alla comunità (anche mediante sportelli di ascolto-aiuto per analisi dei bisogni risposte alle necessità del territorio);
    b. le attività rivolte alle persone senza dimora;
    c. le attività rivolte alle persone diversamente abili;
    d. le attività rivolte alle persone con dipendenza da sostanze;
    e. le attività rivolte alle persone migranti;
    f. le attività volte a favorire l’inclusione sociale di persone marginalizzate;
    g. le attività psico-sociali (ivi compresa la clownerie) rivolte a persone ospedalizzate, ospiti di case di riposo, ecc.;
    h. le attività volte a favorire un invecchiamento attivo della popolazione.

  • 17. AREA III – PREPARAZIONE DELLA COMUNITÀ E RISPOSTA AD EMERGENZE E DISASTRI
    17.1. La C.R.I. si adopera per garantire un’efficace e tempestiva risposta alle emergenze nazionali ed internazionali, attraverso la formazione delle comunità e lo sviluppo di un meccanismo di risposta ai disastri altrettanto efficace e tempestivo. La gestione sistematica delle emergenze e dei disastri inizia con la preparazione ad un’azione condotta da volontari e staff organizzati ed addestrati, nonché con la pianificazione e l’implementazione di attività volte a ridurre il rischio di disastri ed emergenze, anche incoraggiando l’adozione di misure comportamentali ed ambientali, utili per prevenire e ridurre la vulnerabilità delle comunità. Gli effetti di un disastro possono essere ridotti se la situazione viene stabilizzata il prima possibile, consentendo quindi alle persone di iniziare a ricostruire le proprie vite e la propria comunità. L’intervento a seguito di un disastro mira a facilitare il ristabilimento dei meccanismi interni della comunità colpita, promuovendo la ricostruzione di una società più inclusiva e riducendo il rischio di vulnerabilità in caso di disastri futuri.
    17.2. Costituiscono obiettivi specifici di quest’area:
    a. salvare le vite e fornire assistenza immediata alle comunità colpite dal disastro;
    b. ridurre il livello di vulnerabilità delle comunità di fronte ai disastri;
    c. assicurare una risposta efficace e tempestiva ai disastri ed alle emergenze nazionali ed internazionali;
    d. ristabilire e migliorare il funzionamento delle comunità a seguito di disastri.
    17.3. Costituiscono attività quadro di quest’area:
    a. le attività di prevenzione e preparazione delle comunità ai disastri;
    b. le attività di risposta alle emergenze nazionali;
    c. la risposta ai disastri internazionali;
    d. le attività psico-sociali in emergenza;
    e. il recupero a seguito di disastri e crisi;
    f. l’assistenza sanitaria in occasione di grandi eventi;
    g. i soccorsi speciali (soccorsi con mezzi e tecniche speciali, operatori polivalenti di salvataggio in acqua, unità cinofile, soccorsi su piste da sci);
    h. il settore NBCR;
    i. le attività di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

  • 18. AREA IV – DISSEMINAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO, DEI PRINCIPI FONDAMENTALI, DEI VALORI UMANITARI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
    18.1. La C.R.I. condivide con gli altri membri del Movimento Internazionale il mandato istituzionale della disseminazione del Diritto Internazionale Umanitario, dei Principi Fondamentali e dei Valori Umanitari. La C.R.I., in quanto membro del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, gode del vantaggio comparativo di poter lavorare in rete con le altre Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, nonché con gli altri membri del Movimento Internazionale, al fine di migliorare l’intervento in favore dei vulnerabili. Coerentemente con il Principio Fondamentale di Universalità, la C.R.I. condivide conoscenze, esperienze e risorse con le altre Società Nazionali.
    18.2. Costituiscono obiettivi specifici di quest’area:
    a. adempiere al mandato istituzionale della diffusione del Diritto Internazionale Umanitario, dei Principi Fondamentali e dei Valori Umanitari;
    b. sviluppare opportunità di collaborazione all’interno del Movimento Internazionale, coerentemente con il Principio Fondamentale di Universalità.
    18.3. Costituiscono attività quadro di quest’area:
    a. la disseminazione del Diritto Internazionale Umanitario;
    b. la disseminazione dei Principi Fondamentali e dei Valori Umanitari del Movimento Internazionale;
    c. i progetti di cooperazione (bilaterali e/o multilaterali) con le altre Società Nazionale sia a livello nazionale che decentrato;
    d. le attività volte alla promozione della tutela dell’emblema;
    e. l’IDRL (International Disaster Response Laws, Rules and Principles, promosso dalla Federazione Internazionale).

  • 19. AREA V – GIOVENTÙ
    19.1. La C.R.I., in linea con la Strategia 2020, la Politica della Gioventù e le altre indicazioni della Federazione Internazionale, realizza un intervento volto a promuovere lo sviluppo del giovane. Contribuisce a sviluppare le capacità dei giovani affinché possano agire come agenti di cambiamento all’interno delle comunità, promuovendo una cultura della cittadinanza attiva. Nel quadro della strategia complessiva della C.R.I., i Giovani volontari coordinano in prima persona il processi di pianificazione e gestione di attività e progetti che si caratterizzano per la metodologia della peer-education, basata su un approccio tra pari. Nel perseguire questo obiettivo la C.R.I. promuove una cultura della partecipazione, favorendo quindi la partecipazione attiva dei Giovani volontari ai processi decisionali. Riconoscendo il valore del dialogo e della collaborazione intergenerazionale nel raggiungimento della sua mission, la C.R.I. favorisce la partecipazione dei giovani volontari a tutte le attività dell’Associazione. La C.R.I. riconosce il valore dello specifico contributo che la collaborazione tra Giovani di differenti Società Nazionali apporta alla sua azione volta alla partecipazione ed alla responsabilizzazione dei giovani. Un documento, denominato “Progetto Associativo della C.R.I. per la gioventù” ed approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale della C.R.I., traccia la strategia, i principi, le azioni e le peculiarità formative della gioventù dell’Associazione.
    19.2. Costituiscono obiettivi specifici di quest’area:
    a. promuovere lo sviluppo della fascia giovane della popolazione e favorirne la partecipazione;
    b. promuovere e educare alla cultura della cittadinanza attiva.
    19.3. Costituiscono attività quadro di quest’area:
    a. la prevenzione, mitigazione e recupero della devianza giovanile;
    b. la promozione della donazione volontaria del sangue ai più giovani (Club 25);
    c. l’educazione alla salute e la promozione di stili di vita sani fra giovani (MST, HIV, Progetto “IDEA: Igiene, Dieta, Educazione Alimentare”, ecc.);
    d. l’educazione alla sicurezza stradale;
    e. la promozione dei Principi Fondamentali e di una cultura della non-violenza e della pace (“YABC”, bullismo, educazione alla pace, “Youth on the run”, ecc.);
    f. le attività educative rivolte a bambini ed adolescenti. Rimangono ferme le disposizioni di cui all’Ordinanza Commissariale 28 marzo 2012, n. 146/12;
    g. il progetto “Climate in action”;
    h. le attività di cooperazione e gli scambi internazionali giovanili.

  • 20. AREA VI – SVILUPPO, COMUNICAZIONE E PROMOZIONE DEL VOLONTARIATO
    20.1. La C.R.I. riconosce il valore strategico della comunicazione, che permette di catalizzare l’attenzione pubblica sui bisogni delle persone vulnerabili, favorisce la riduzione delle cause della vulnerabilità, ne previene quelle future, e mobilita maggiori risorse per un’azione efficace. Le attività che la C.R.I. svolge quotidianamente rappresentano un terreno sicuro per azioni costanti di diplomazia umanitaria volte a mantenere al centro dell’attenzione i bisogni umanitari delle persone che non hanno voce. La costruzione di una Società Nazionale forte passa attraverso la capacità di prevenire ed affrontare in modo efficace le vulnerabilità delle comunità, nonché di garantire una crescita sostenibile, volta a garantire livelli sempre più elevati di efficacia, efficienza e integrità delle attività operative e dei processi di gestione, trasparenza e fiducia nei confronti dei beneficiari e di chi sostiene le attività, nonché il rafforzamento e lo sviluppo della rete di Volontari.
    20.2. Costituiscono obiettivi specifici di quest’area:
    a. aumentare la capacità sostenibile della C.R.I. a livello locale e nazionale, di prevenire ed affrontare in modo efficace le vulnerabilità delle comunità;
    b. rafforzare la cultura del servizio volontario e della partecipazione attiva;
    c. assicurare una cultura di responsabilità trasparente nei confronti dei partner, delle Istituzioni e dei soggetti del terzo settore;
    d. mantenere i regolamenti ed i piani d’azione in linea con le raccomandazioni e decisioni internazionali;
    e. adattare ogni azione all’evoluzione dei bisogni delle persone vulnerabili.
    20.3. Costituiscono iniziative quadro di quest’area:
    a. lo sviluppo organizzativo;
    b. la comunicazione (esterna, interna, documentazione);
    c. la promozione e le politiche del volontariato;
    d. la promozione-reclutamento-fidelizzazione dei soci attivi e dei sostenitori;

    e. lo sviluppo dei partenariati strategici;
    f. la pianificazione e la progettazione dei servizi;
    g. la trasparenza;
    h. l’advocacy;
    i. il fundraising;
    j. la gestione delle risorse umane;
    k. il monitoraggio delle attività e dei progetti in corso di implementazione, nonché la valutazione del loro impatto.